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CRISI GAS: CONTRATTI A RISCHIO PER MOLTE IMPRESE

 

La crisi gas inizia a manifestarsi nella sua forma più drammatica; numerose imprese stanno segnalando a Confindustria il mancato rinnovo dei contratti a partire dal prossimo autunno.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (con il documento che alleghiamo) ha evidenziato al Parlamento e al Governo, nell’esercizio della propria funzione consultiva e di segnalazione, le forti criticità per il sistema nazionale in relazione alla situazione di crisi dei sistemi energetici legata ai prezzi estremamente elevati raggiunti sui mercati all’ingrosso, in particolare negli ultimi giorni, per effetto dell’ormai conclamato uso del gas quale strumento di pressione sulle economie europee.
Questo rende necessari interventi straordinari, nel cui ambito si inquadra il recente intervento dell’Autorità di modifica del meccanismo di formazione dei prezzi del servizio di tutela del gas naturale a partire dal prossimo mese di ottobre (da indice TTF trimestrale a PSV mensile), a cui dovrebbero accompagnarsi interventi nel mercato nazionale ed europeo del gas naturale finalizzati al riequilibrio della domanda e dell’offerta, al contenimento dei prezzi e relativi all’assetto del sistema.
Purtroppo l’attuale contesto di guerra ha determinato una situazione congiunturale di forte tensione, a livello nazionale e comunitario, sui mercati dell’energia, in particolare di quello del gas naturale, con prezzi nei mercati all’ingrosso che hanno superato i 200 €/MWh (più del doppio dei prezzi, già molto elevati, registrati nei mesi precedenti e pari a circa dieci volte i prezzi medi degli ultimi cinque anni) sia nelle quotazioni spot sia in quelle a termine relative ai prossimi sei mesi.
La forte incertezza circa la disponibilità effettiva di un’adeguata offerta di gas naturale per il prossimo inverno - unitamente a prezzi elevati - sta comportando, tra l’altro, difficoltà per gli esercenti la vendita a reperire sui mercati all’ingrosso i volumi necessari per soddisfare la domanda delle imprese e quindi per concludere e rinnovare contratti di fornitura per il prossimo anno termico (a partire dal 1° ottobre). La preoccupazione maggiore la rileviamo per i contratti di gas metano superiori ai 50.000 metri cubi per anno. Per energia elettrica i maggiori problemi sono in capo agli energivori che operano in settori manifatturieri tradizionali.  
Questa difficoltà a trovare sufficienti volumi di gas all’ingrosso, segnalate all’Autorità da grandi consumatori gas, da singoli operatori e dalle associazioni che li rappresentano (fra cui Confindustria), fanno presagire una potenziale crescita dei casi di attivazione del servizio di 'default', volto a garantire transitoriamente la disponibilità di gas per i venditori rimasti senza un fornitore all’ingrosso, nonché di un successivo trasferimento massivo dei clienti finali nei servizi di 'ultima istanza' (servizio di fornitura di ultima istanza e servizio di default distribuzione).
Confindustria Macerata tramite il proprio partner Confindustria Energia Adriatica sta monitorando la situazione.  Si conferma, tuttavia, una elevata complessità nel reperire contratti

Allegati:

Cordiali saluti

Il Direttore

Dott. Gianni Niccolò

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