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Il Codice Privacy si adegua al GDPR

Il prossimo 19 settembre entrerà in vigore il Dlgs 101/2018 che adegua il codice privacy italiano (dlgs 196/2003) al Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali entrato in vigore nel 2016 e divenuto pienamente operativo lo scorso 25 maggio.

Ricordiamo innanziatutto che il GDPR è incentrato sul concetto di accountability che consiste nel "mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire, ed essere in grado di mostrare, che il trattamento è effettuato conformemente al regolamento” (art.24 paragrafo 1).

L'adeguamento normativo non cambia la sostanza di questo obbligo, e pertanto l'adeguamento privacy non consiste nel compilare qualche modulo o personalizzare qualche altro documento, ma richiede un lavoro di analisi dei flussi di dati in azienda, e dei rischi legati a questi lfussi, creando un sistema che definisce ruoli e responsabilità e mettendo a disposizione strumenti adeguati (in altri termini, l'"informativa", spauracchio di molti, è solo l'ultimo atto del processo e non esaurisce l'obbligo).

Tornando al dlgs 101/2018, rileviamo che accogliendo anche richieste di Confindustria, questo demanda al Garante di predisporre modalità semplificate di adeguamento degli obblighi per le MPMI (Micro, piccole e medie imprese). Il testo prevede inoltre un periodo di "attenzione" per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste in caso di violazione fino al 18 maggio 2019.

Il quadro sanzionatorio peraltro, conferma le conseguenze penali di alcuni tipi di violazione, lasciando intatte le sanzioni amministrative previste dal GDPR (massimo teorico di 20 mln € o 4% del fatturato mondiale).

Allegando il testo ricordiamo che i nostri uffici sono a disposizione per offrire chiarimenti e supporto in materia

 

 

Il Direttore

Gianni Niccolò

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